Una partita infinita

Giovedì 4 febbraio 2010, ore 19.
Al tavolo del Freedom Conte, Zecchino, Antonio, Senatore. E’ l’ultima partita: Zecchino ha 82 punti, Antonio 94, Senatore 73. Antonio recita fino a 20 e ci va, ma fa bestia. La mano successiva Zecchino dà le carte ma si sbaglia e deve ridarle. Antonio che aveva appena fatto bestia aveva 4 assi serviti e poteva fare partita e protesta con Zecchino.
Zecchino ridà le carte: Senatore ha una scala servita, binacolo e coppia a picche. Antonio apre partendo da 20, Senatore risponde con 21, gli altri passano, Antonio intuisce lo stato del senatore e rilancia fino a 31 senza avere nulla in mano. Il Senatore lascia e Antonio fa di nuovo bestia e scende a 42 punti, con Zecchino a 90 e il Senatore a 93.
Carte ad Antonio che recita fino a 20. Gli altri lasciano e Antonio si aggiudica per un pelo la mano facendo proprio 20 punti.
Ora la situazione è la seguente: Conte 35, Zecchino 98, Antonio 62, Senatore 98.
A questo punto scatta la bestia tattica di Antonio: recita fino a 38 e dà 8 punti per uno. Altra mano, altra bestia tattica: Antonio apre con 15, tutti fanno passo e Antonio dà di nuovo 8 punti a testa.
Adesso è tutto chiaro: la partita non finirà più. Zecchio e il Senatore si alzano e abbandonano il tavolo giurando che non si siederanno più con Antonio. Segue fuori una accanita discussione sulla legittimità e sulla opportunità del comportamento di Antonio. I pareri sono discordi, qualcuno ricorda un identico comportamento di Cardillo (e chi altri, se no!).
Voi che ne pensate?

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